Fine allenamento, stanco morto, male dappertutto:

-Cliente: no io non faccio stretching, tanto non serve!

Scena tipica che succede tutti i giorni in tutte le palestre del mondo.

-Trainer: ma guarda che ti serve, è importante per il tuo corpo.

Poco dopo…

-Cliente: Scusa, sai ho un dolorino, non è che mi daresti degli esercizi per farlo passare?

-Trainer: certo! Sono opportuni degli esercizi di allungamento se hai dei dolori, fai un po’ di stretching.

-Cliente: no, grazie! Non ho tempo. La prossima volta!

Poco dopo…

-Cliente: scusa ti porto il certificato medico che non potrò più venire perché mentre raccoglievo una biro da terra mi è venuto il colpo della strega, ora non riesco più muovermi.

Vi siete mai chiesti perché un dolore atroce arrivi dal nulla? Mentre fate un banale movimento che fate tutti i giorni? Oppure il mattino appena alzati dal letto?

Comunemente si pensa che tonificare voglia dire aumentare il volume dei muscoli, che quindi diventano più grossi, sostenuti, forti e dinamici. Quindi sono più bello e più in forma, Wow! Scientificamente invece, significa aumentare la tensione già esistente nel muscolo a scapito dell’elasticità. Diventa allora cruciale capire qual è il valore dell’elasticità.

Osserviamo un gatto: a chi non piacerebbe avere la sua dinamicità, plasticità ed elasticità muscolare? Il gatto ogni giorno si stira regolarmente: fa stretching, come diciamo noi! Se non lo facesse non riuscirebbe a mantenere quella buona funzionalità indispensabile per cacciare, e quindi sopravvivere. Perché l’uomo ha smesso di stirare i propri muscoli? Se la natura ci insegna che l’elasticità è così importante, per quale motivo pensiamo sia un’inutile perdita di tempo?

Dunque, quando un muscolo diviene più corto determina inevitabilmente una compressione eccessiva a livello delle articolazioni in gioco. Tale compressione, a sua volta, determinerà delle coattazioni articolari. Pensate alle due ossa che compongono un’articolazione come un pezzo di formaggio e alla grattugia: premeteli l’uno sull’altra… Ecco cosa succede a lungo andare alle vostre articolazioni: le cartilagini, che rivestono le ossa, sfregando con forza tra loro, si consumano, fino ad arrivare all’attrito tra le ossa stesse. Quindi, per prevenire i dolori, avrà più senso allontanare il formaggio dalla grattugia, o premere con ancora più forza? Siete sempre dell’idea che lo stretching non serva a niente?

Poi c’è un’altra fetta di popolazione che dice: “No no, ma io lo stretching lo faccio regolarmente dopo ogni allenamento!” Circa 30 secondi, di fretta, parlando con chiunque ci sia intorno. Come tutte le cose, anche lo stretching va fatto bene. Ci sono delle regole da seguire, semplici, ma fondamentali:

  • Non avere fretta: piuttosto fai un addominale in meno (tranquillo che non succede niente) e dedichi 15 minuti con attenzione e concentrazione allo stretching
  • Il respiro: se mentre fai stretching non respiri correttamente, lascia stare… Il muscolo “molla”, cioè si allunga, se anche tu “molli” il respiro, cioè fai delle respirazioni complete. Inspira tanta aria, possibilmente con la pancia e non con il torace, ed espira tanta aria a “mo’ di sollievo” cercando di rilassare tutto il corpo. Cerca di coinvolgere tutto il corpo, anche se stai allungando una zona specifica. Il corpo non è un puzzle, ma un’entità unica e va trattato come tale.
  • Non è necessario sentir tirare come se ti stessero strappando le braccia o le gambe: se mentre ti allunghi il muscolo tira troppo, diventa impossibile mollare il respiro, come richiesto nel punto precedente, e quindi è tempo perso. Chi lo dice che più tira il muscolo, più si allunga? Il muscolo ha bisogno di un allungamento dolce e progressivo. Metti in tensione la zona che hai scelto, con una tensione accettabile. Fai qualche respiro, poi ogni 4/5 respiri aggiungi un pezzettino, fino a raggiungere il tuo limite. Una volta raggiunto, respira su dove avverti il freno finché, con la forza del respiro e del rilassamento, si lascia andare.
  • Ascolta il resto del corpo: come dicevo prima, non siamo un puzzle. Se allunghi una gamba, e hai le spalle rigidissime che comprimono il collo, secondo te ha senso? I muscoli sono collegati uno all’altro a formare delle catene, non pensare di lavorarli in modo analitico, non è possibile.

 

Ancora non sei convinto? Allora, ti ricordo che il corpo lo usi un’ora al giorno in palestra, e nemmeno tutti i giorni, le altre 23 lo usi per vivere. Se per prendere qualcosa in una mensola non troppo in alto, le tue spalle non hanno la mobilità adeguata, tu inarcherai la schiena per consentire alle braccia di prenderla. Non sarà forse il caso di liberare bene le spalle e lasciar stare la schiena? Uguale per metterti le calze, la giacca, raccogliere qualcosa da terra, salire in macchina… ogni gesto della quotidianità richiede la giusta mobilità di tutto il corpo in globalità. Il corpo, certo, si organizzerà per fartelo fare lo stesso, ma a quale prezzo? Che le parti che non c’entro nulla, tipo la schiena per alzare un braccio, dopo un po’ si stufano e si fanno sentire. Ecco qui i dolori che dicevo all’inizio che spuntano dal “nulla”.

Se non conosci degli esercizi adeguati, segui dei corsi per capire la tecnica e la corretta esecuzione dei movimenti, poi li fai da solo quando vuoi!

Ora però per favore non dite: si cavoli interessante ha ragione, ma poi continuate a non fare niente. Venite ai corsi Gym Tonic, ti aspettiamo!

STRET